Gianna Jessen 26.02.15 - centro Culturale GK Chesterton San Giovanni Persiceto BO

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Gianna Jessen 26.02.15

Eventi realizzati > 2015
di Cristiana Facchini
Definire l'incontro del 26 scorso al Fanin incredibile è decisamente limitato.
L'emozione saliva all'avvicinarsi della data, per me che l'ho vissuto dal backstage (anche se parzialmente perché tutto l'ambaradan se lo sono gestiti quei santi di mio marito & c). All'avvicinarsi dell'orario stabilito per il primo incontro pre-evento mi sudavano le mani, il cuore andava via al trotto.
E come al solito uno si prepara il suo bel discorsino.....e arrivi davanti a lei, al suo sorriso e...addio discorso, addio anni di inglese, arriva persino la balbuzie etc. Deve aver pensato che sono lievemente tonta
Gianna è meravigliosa, sorride in continuazione, ride per ogni battuta. Si vede che la vita a lei fa un effetto esilirante, mica come a molti di noi che viviamo sul limite della lagna ogni santo minuto. Buffo tentare di spiegarle le nostre tradizioni culinarie (ah, ha detto che preferisce il pandoro al panettone....) e soprattutto spiegarle che mica mangiamo così tutti i giorni!
Ci siamo divertiti molto davanti al suo stupore per gli oggetti di arte sacra: siamo italiani medi, abbiamo cose mediamente vecchio-antiche, cosa vuoi che ci faccia una reliquia del 1700. E lei, americana doc, invece spalancava gli occhi e scattava foto in continuazione.
Poi arrivare nel teatro, e vederlo riempire piano piano, ogni singola poltrona, ogni singola fila....è stato incredibile.
Gianna ha parlato di sé, a braccio, ha ben specificato che non ci saremmo dovuti aspettare una sorta di conferenza, ma anzi avrebbe parlato di cose a cui teneva senza schema.
E accidenti, se faceva anche uno schema costruito per tenere sveglia l'attenzione dell'uditorio, cosa sarebbe mai successo?
La sua voce, la sua risata, i suoi gesti, la sua spontaneità hanno avvinto 800 e passa persone in maniera magistrale.
La traduzione è stata ottima perché non ha tolto nulla al pathos che Gianna creava e confesso che le volte che la traduttrice ha incespicato (emozionata, ovviamente!) o chiesto l'aiuto dei presenti (per la traduzione da once a kg...maledizione ai sistemi non metrico decimali...) sono state occasioni per sentirci tutti parte di questa fantastica storia.
Ci sono state cose che mi rimarrano nel cuore per sempre.
Per esempio quando ha raccontato di come Gesù le abbia parlato al cuore nei momenti di disperazione, di pianto, di fatica a considerarsi una donna bella. O quando ha sottolineato quanto gli uomini debbano essere coraggiosi, perché è il loro compito, e proteggere noi donne (Costanza Miriano sarebbe stata felicissima di sentire queste parole!!!!).
Mi sono commossa a risentire il drammatico incontro con la madre biologica: sono ferite per Gianna, ma la forza del perdono ha tramutato quel dolore in consapevolezza.
Che dire poi del racconto delle sue maratone.... Questa donna che, per sua ammissione, zoppica in giro per il mondo, ha corso due maratone dichiarando che non aveva nulla da dimostrare a nessuno, le voleva solo finire. Adesso ha detto che vuole scalare una montagna, perché ha dichiarato che in ogni cosa difficile per lei, fisicamente, imparava a conoscere meglio Gesù e se stessa.
La frase che mi ha commosso di più è stata quando ha dichiarato che ne vale la pena di zoppicare in giro per il mondo, se alla fine della sua vita ci sarà poi Gesù a prenderla in braccio. Mi ha ricordato quello che ha detto Rita Coruzzi una volta sulla sua vita in carrozzella: anche lei si sente presa in braccio da Gesù.
Alla fine un ragazzo della platea ha chiesto a Gianna di cantare. Io l'avevo sentita durante il check sound e mi si era fermato il cuore.....e così ha cantato 'you are my sunshine'. Roba che si commuovevano pure i braccioli delle poltrone. Mia figlia con l'occhio lucido ha sussurrato 'mamma, canta come un usignolo'.
Lei ha detto che aveva bisogno di Gesù, perché voleva qualcuno che le stesse vicino sempre per superare le difficoltà e qualcuno per cui cantare. Sintesi perfetta della fede cristiana.

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